BEN – ESSERE

1 dicembre, 2016

“…  il corpo è così saggio …
è più saggio della mente, ricordalo,
perché esso esiste da un tempo più lungo.
La mente è sorta da pochissimo, è solo un bambino.”
(Osho)

Il benessere è un vissuto soggettivo molto complesso che deriva da numerosi fattori: stato di salute fisica e psicologica, età, stile di vita,  interessi, condizione lavorativa e molto altro.

Molto spesso le condizioni di vita ci portano a perdere l’attenzione per questo vissuto o a non dargli importanza. I ritmi lavorativi, i tempi frenetici, la molteplicità dei ruoli e dei compiti da svolgere ci porta a non aver tempo per farci la fatidica domanda: mi sento bene nella mia vita? C’è qualcosa che posso fare per me, per incrementare il mio benessere?

Dedicarsi tempo e attenzioni non significa essere egoisti, significa fermarsi per un po’ su qualcosa di importante: sé stessi.

Mettersi in contatto con il proprio corpo, incrementare l’ascolto di sé, connettere il corpo alla mente sono le attenzioni che hanno anche le moderne terapie psicologiche ad orientamento corporeo, che affrontano il disagio a partire dall’unità corpo-mente.

Quando si è abituati a finire una giornata senza aver nemmeno capito come la si è iniziata, quando diventa difficile pensare di sospendere i propri ritmi di vita per fermarsi un attimo, allora forse si sta abitando poco il proprio corpo, si stanno ascoltando poco i messaggi che ci manda.

Nel benessere ci sono due correnti: l’attivazione e il riposo. L’assenza di una comporta un benessere solo parziale se non il malessere. La depressione e i disturbi d’ansia possono essere un esempio di questo meccanismo, quando il corpo si trova in uno stato di carenza o di eccesso di attivazione tali da comportare una sensazione di disagio per la persona.

Ormai sono note le importanti ripercussioni che gli stati d’animo possono avere sul corpo e viceversa, come lo stato fisico possa influenzare anche quello psicologico. Quindi non è necessario guardare troppo lontano per sapere cosa si può fare per sé.

Non volendo entrare nel merito di patologie specifiche che richiedono attenzioni specialistiche, a volte è sufficiente dedicare tempo ad un’attività che coinvolga il corpo per sperimentare una piacevole sensazione di riconnessione con sé stessi. Quante volte dopo una corsa, un ballo, una camminata, una buona meditazione, un canto, un bagno rilassante, un massaggio, si avvertono sensazioni positive di benessere e presenza a sé stessi?

Ci sono studi che dimostrano che la psicoterapia associata ad uno sport aiuta ad alleviare i sintomi della depressione. L’esercizio infatti produce dei cambiamenti biochimici che modificano lo stato psicologico. Per esempio un livello basso di noradrenalina, ormone cosiddetto dello stress, è associato alla depressione. Durante l’esercizio fisico i livelli plasmatici di noradrenalina aumentano incrementando in tempi brevissimi il metabolismo e alleviando così i sintomi della depressione.

Allo stesso modo è noto che l’esercizio può aumentare i livelli di endorfine nel cervello. Queste sostanze hanno un effetto sedativo inducendo nella persona sentimenti di piacere e benessere.

Attraverso l’attività sportiva, la persona si appropria del proprio corpo individuando su di sé potenzialità e limiti, fondamentale in una società dove i limiti vengono spesso visti come difetti, soprattutto nelle giovani generazioni. Invece, nel confrontarsi con gli obiettivi raggiunti, la persona può arrivare ad una migliore percezione di sé, della propria efficacia e delle proprie capacità, incrementando anche la sensazioni di fiducia in sé. Inoltre attraverso i fallimenti si può imparare a gestire le frustrazioni … utile banco di prova per la vita reale.

“Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere.”

(Jim Rohn)